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giovedì 10 luglio 2008

10 luglio 2008

Se i tuoi pensieri sono una cosa pubblica pensa a qualcosa che il pubblico non vuole sentire. Prendi ad esempio la televisione: Cosa la televisione italiana non pronuncia mai? Cose di sesso? No, quella fa quasi sempre audience. Cos'è che in Italia appena viene pronuciato in un reality fa subito eliminare il concorrente? Ecco adesso che lo hai pensato continua a pensarlo in modo che nei tuoi pensieri si trasformi in un mantra e possa venire pensato nel momento meno opportuno, come una mina vagante. I tuoi pensieri diventeranno molto meno interessanti.

martedì 8 gennaio 2008

segni esteriori

Ho iniziato a parlare di passaggio da uno stato di coscienza all'altro come se fosse cosa nota a tutti. Senza entrare nel dettaglio il passaggio da uno stato all'altro spesso (ma non sempre e comunque in misura limitata) si può riconoscere da piccoli segnali del corpo: una leggera nausea, la dilatazione delle pupille (persistente e che si ripresenta anche dopo che si è guardato una luce intensa), l'arrossamento della pelle nella parte superiore del corpo, iperestesie o anestesie (si riconoscono talvolta sfregando tra loro i polpastrelli delle mani per percepirne la sensibilità), l'espansione o viceversa la contrazione dei tessuti del viso ovvero il fatto di avere le labbra gonfie (magari già al mattino appena svegli) piuttosto le le labbra sottili, un leggero stato di febbre persistente. ATTENZIONE però che tutte queste modificazioni possono avvenire anche semplicemente nella vita quotidiana per le cause più varie e non implicano automaticamente l'ancoraggio a stati di coscienza costuiti dall'esterno. Anche quì, il poter capire se sono associati al passaggio tra stati di coscienza differenti si può fare solamente col tempo, l'esperienza e una solida capacità di comprendere la realtà senza essere vittima di convinzioni magiche o irrazionali.

Aggiungo una osservazione interessante: i passaggi da uno stato all'altro possono essere influenzati dal metabolismo, ad esempio nel mio caso una alimentazione abbondante e ricca di carboidrati tende a favorire l'anestesia rispetto alla iperestesia.

domenica 6 gennaio 2008

6 gennaio 2008

Le sostanze psicotrope possono favorire l'ipnosi e il passaggio tra stati di coscienza differenti? Onestamente non lo so, però ricordo che negli uffici di Torino dove per me è iniziato tutto (questo palazzo) c'era una puzza di fumo molto acre. Ne deduco che possano favorire i "primi passi". Piuttosto c'è da dire che quando una Persona è ormai adattata a cadere in ipnosi le sostanze chimiche possono essere utilizzate come ancore per facilitare un dato passaggio tra due stati di coscienza.

sabato 29 dicembre 2007

non dire

Stabilito che di queste cose si può parlare e che è opportuno farlo vorrei chiarire qual'è il limite che mi sono posto. Non parlerò di quello che potrebbe ssere interpretato come regola generale mentre in realtà è applicabile solo a me. Ad esempio la durata di questa cosa: nel mio caso oramai ho già detto che dura da diversi anni ma non è detto che sia così per tutti. Se ad esempio per una data Persona questa situazione fosse destinata a durare solo alcuni mesi non le farebbe certo bene pensare che debba durare anni anche per lei. Oppure le metafore utilizzate al posto della comunicazione esplicita: alcune di queste potrebbero derivare da esperienze personali ed essere limitate ovvero comprensibili, solo in un ambito familiare. Anche qui, non è opportuno divulgarle perchè potrebbero portare ad una maggiore confusione piuttosto che ad un maggiore controllo della realtà. Infine le ancore utilizzate per passare da uno stato di coscienza all'altro. Le ancore talvolta nascono da situazioni fortuite ovvero dalle opportunità che ha a disposizione l'idividuo che cerca di controllare la vostra Persona in un dato momento; sono inoltre influenzate pesantemente dal vissuto personale, pertanto tra tutti gli aspetti sono il meno generalizzabile. Perquanto mi sia capitato di osservare in altre persone ancore simili alle mie. Giusto per fare un esempio nel mio caso la comunicazione con il subconscio è ancorata al pensiero dell'acqua, il solo fatto di bere o di vedere un bicchiere d'acqua facilita la comprensione di questi aspetti della realtà. Questo esempio lo ho aggiunto come premessa ad un consiglio: quando vi accorgete che avete a disposizione una qualsiasi associazione che vi facilita il controllo della realtà cercate di sfruttarla e di rinforzarla nel tempo. In altre parole se, per ipotesi, voi avete la mia stessa associazione con l'acqua tutte le volte che siete a tavola e avete a disposizione un bicchiere d'acqua (gassata o naturale è del tutto irrilevante) cercate di comunicare con il vostro subcoscio e di scoprire più informazioni possibile sulla vostra situazione (fatelo però, solo quando l'esperienza e il tempo vi hanno insegnato che quello è veramente il vostro subconscio e non un "suggeritore estraneo").

sabato 22 dicembre 2007

22 dicembre 2007

Col passare degli anni il modo in cui corpo e mente reagiscono a queste situazioni cambia. Anche prima di essere ipnotizzato avevo la caratteristica di riuscire a comunicare con il mio subconscio durante il dormiveglia che al mattino precede il risveglio completo. Questa caratteristica la ho mantenuta anche dopo la prima ipnosi. Da quel momento però la comunicazione con il subconscioha  iniziato ad evolvere cambiando mano a mano che gli anni sono passati. Nei primi anni il dormiveglia del mattino è stato un momento di confusione in cui qualunque evento che ricordassi del giorno precedente, anche quelli casuali, sembrava essere un modo indiretto per comunicare con me. Questo schema mentale è uno schema istintivo che si attiva in alcune persone dopo l'ipnosi. Si tratta di qualcosa che fa parte della natura della mente umana e che non deve spaventare. Peraltro loro sono consapevoli di questo meccanismo e all'inizio lo sfruttano intenzionalmente per facilitare l'induzione ipnotica (poi generalmente smettono per il semplice fatto che perde di efficacia al pari di tante altre tecniche come gli insulti o la seduzione). Ricordo che nei primi mesi mi poteva capitare di leggere un fumetto qualsiasi e pensare che stessero parlando proprio di me, arrivavo a ipotizzare che fosse una copia "unica" stampata e messa nelle mie mani di proposito. E' una forma di pensiero paranoico che, può spaventare (soprattutto se si sovrappone alle iperestesie) ma è comunque qualcosa di transitorio. A questa prima fase negli anni successivi ne ha fatto seguito una in cui durante il dormiveglia avevo l'impressione di ricordare frammenti di discorso che però non riuscivo a decifrare: le frasi fluivano alla consavevolezza con una velocità tale che non riuscivo a riconoscere più di una parola o due parole in tutto il discorso. Poi in questi ultimi anni questo meccanismo di recupero dei ricordi si è consolidato, la velocità con cui ritornano le frasi è diventata la velocità con cui parlano normalmente le persone e riesco a recuperare intere frasi di ciò che viene pronunciato mentre sono in una trance ipnotica. Ora devo solo attendere che avvenga lo stesso con immagini e memoria cinestesica. Per le immagini ho già verificato che i ricordi possono tornare in modo consistente e repentino mentre non sono sicuro che sia possibile recuperare ricordi cisesteci, piuttosoto è possibile portare alla coscienza le sensazioni del momento in modo completo, invece di percepirle in modo attenuato come avviene di solito.

giovedì 13 dicembre 2007

13 dicembre 2007

In situazioni come questa spesso si vive alla giornata, adattando scelte e prospettive alla situazione del giorno; percui si può prestare più o meno attenzione a "questi aspetti" in base alle risorse di cui si dispone. Se si hanno sufficienti risorse per cercare di creare problemi a questi pezzi di merda può essere utile ristrutturare il significato delle emozioni con un'ottica "pratica" e funzionale al mettere in discussione la rappresentazione della realtà che stanno tentando di costruire in un dato momento. Faccio qualche esempio:

Sensazione piacevole: ho appena perso uno stato di coscienza che mi consentiva di liberarmi di loro.

Depressione: sono sulla buona strada per mandarli via.

Rabbia: se segue una depressione è utile altrimenti è una manipolazione.

Parestesie sgradevoli: qualche ora prima sono stato in una trance ipnotica.

domenica 26 agosto 2007

26 agosto 2007

Gli animali di casa ricordo che li hanno usati ancora mentre seguivo il primo corso a Torino 10 anni fa.
Io ero nelle loro aule, alla fine delle due prime settimane, ascoltavo il vecchio pirla che dirigeva la società di consulenza e che mentre pensava ai soldi che avrebbe voluto guadagnare in più dichiarava che effettivamente "forse avevano esagerato".
Intanto a casa una gatta aveva un "incidente". Una volta tornato, il corpo della gatta era diventato una metafora delle mie dissociazioni ipnotiche. Ogni volta che uscivo la sera, se mi lasciavo conzionare dagli eventi e passavo ad un diverso stato di coscienza il giorno dopo trovavo la gatta con una lacerazione sulla pelliccia e gli strati interni del derma esposti. Mi chiedo cosa usassero per riuscire a fare sempre lacerazioni circolari.