giovedì 10 luglio 2008
10 luglio 2008
martedì 8 gennaio 2008
segni esteriori
Ho iniziato a parlare di passaggio da uno stato di coscienza all'altro come se fosse cosa nota a tutti. Senza entrare nel dettaglio il passaggio da uno stato all'altro spesso (ma non sempre e comunque in misura limitata) si può riconoscere da piccoli segnali del corpo: una leggera nausea, la dilatazione delle pupille (persistente e che si ripresenta anche dopo che si è guardato una luce intensa), l'arrossamento della pelle nella parte superiore del corpo, iperestesie o anestesie (si riconoscono talvolta sfregando tra loro i polpastrelli delle mani per percepirne la sensibilità), l'espansione o viceversa la contrazione dei tessuti del viso ovvero il fatto di avere le labbra gonfie (magari già al mattino appena svegli) piuttosto le le labbra sottili, un leggero stato di febbre persistente. ATTENZIONE però che tutte queste modificazioni possono avvenire anche semplicemente nella vita quotidiana per le cause più varie e non implicano automaticamente l'ancoraggio a stati di coscienza costuiti dall'esterno. Anche quì, il poter capire se sono associati al passaggio tra stati di coscienza differenti si può fare solamente col tempo, l'esperienza e una solida capacità di comprendere la realtà senza essere vittima di convinzioni magiche o irrazionali.
Aggiungo una osservazione interessante: i passaggi da uno stato all'altro possono essere influenzati dal metabolismo, ad esempio nel mio caso una alimentazione abbondante e ricca di carboidrati tende a favorire l'anestesia rispetto alla iperestesia.
domenica 6 gennaio 2008
6 gennaio 2008
sabato 29 dicembre 2007
non dire
sabato 22 dicembre 2007
22 dicembre 2007
giovedì 13 dicembre 2007
13 dicembre 2007
In situazioni come questa spesso si vive alla giornata, adattando scelte e prospettive alla situazione del giorno; percui si può prestare più o meno attenzione a "questi aspetti" in base alle risorse di cui si dispone. Se si hanno sufficienti risorse per cercare di creare problemi a questi pezzi di merda può essere utile ristrutturare il significato delle emozioni con un'ottica "pratica" e funzionale al mettere in discussione la rappresentazione della realtà che stanno tentando di costruire in un dato momento. Faccio qualche esempio:
Sensazione piacevole: ho appena perso uno stato di coscienza che mi consentiva di liberarmi di loro.
Depressione: sono sulla buona strada per mandarli via.
Rabbia: se segue una depressione è utile altrimenti è una manipolazione.
Parestesie sgradevoli: qualche ora prima sono stato in una trance ipnotica.
domenica 26 agosto 2007
26 agosto 2007
Io ero nelle loro aule, alla fine delle due prime settimane, ascoltavo il vecchio pirla che dirigeva la società di consulenza e che mentre pensava ai soldi che avrebbe voluto guadagnare in più dichiarava che effettivamente "forse avevano esagerato".
Intanto a casa una gatta aveva un "incidente". Una volta tornato, il corpo della gatta era diventato una metafora delle mie dissociazioni ipnotiche. Ogni volta che uscivo la sera, se mi lasciavo conzionare dagli eventi e passavo ad un diverso stato di coscienza il giorno dopo trovavo la gatta con una lacerazione sulla pelliccia e gli strati interni del derma esposti. Mi chiedo cosa usassero per riuscire a fare sempre lacerazioni circolari.